I Robot sostituiranno anche i Barman?

Robot Barman

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I Robot sostituiranno anche i Barman?

 

Forse tu sei troppo giovane per certi ricordi, ma quando sono nato io non c’erano smartphone, né i primi preistorici cellulari o tantomeno i computer.

Internet non era ancora stato inventato e per mandare un messaggio a qualcuno dovevi prendere carta e penna, appiccicare un francobollo sulla lettera, inserirla nel buchino della cassetta della posta e infine incrociare le dita.

Spesso la televisione – che occupava mezzo salotto e pesava quanto tua cugina – non prendeva bene il segnale e di certo se un attore aveva qualche ruga, una cicatrice o un brufolo sul viso, dalla qualità dell’immagine era impossibile accorgersene.

Tutto era più lento, più intimo, forse più umano.

Sì, perché ogni cosa era più difficile da fare, per cui realizzarla dava una soddisfazione enorme visti tutti gli sforzi necessari.

Se una volta dovevi prepararti psicologicamente per andare a fare la spesa e incollarti svariati chili di buste, adesso la puoi ordinare su Amazon e te la portano direttamente a casa.

Ma non è finita qui, perché fra qualche tempo – poco, pochissimo tempo – non sarà più un fattorino a bussare alla tua porta, ma direttamente un drone programmato per portarti tutto quello che avrai ordinato dallo smartphone in soli 30 minuti.

Pazzesco? No, è il futuro che si trasforma in presente.

Nel giro di pochi anni le app e i bot (robot) hanno trasformato il nostro modo di vivere, e i ritmi con cui le nuove tecnologie impatteranno sul nostro mondo saranno sempre più estremi.

Nel mondo del lavoro, con il passare del tempo, l’uomo verrà progressivamente sostituito dalle macchine in grado di rendere meglio di lui.

Abbiamo appena accennato ai fattorini, destinati ad estinguersi per lasciare il posto ai droni, ma sono molti i mestieri destinati a sparire.

Elon Musk, miliardario CEO di Tesla (tra le varie), entro pochi anni lancerà sul mercato delle automobili che, oltre ad essere al 100% elettriche, si guideranno da sole.

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Tesla: l’auto del futuro si guiderà da sola

Ciò significa che tutta la categoria dei tassisti è stata già segnata.

Hai presente Uber, vero?

Apri l’app, chiedi un taxi e quello ti viene a prendere dove vuoi tu.

Probabilmente tra qualche anno Uber funzionerà allo stesso modo, con la piccola differenza che la macchina che ti porterà a spasso non avrà l’autista. Quantomeno non un autista umano.

Ah! Quasi dimenticavo! Potrai scegliere se optare per il trasporto via terra o… Via cielo!

La stessa Amazon ha realizzato degli enormi magazzini “senza magazzinieri”, dove le merci vengono smistate direttamente dai bot.

Pensa alle casse automatiche che si vedono da Ikea e che stanno prendendo sempre più il largo nelle catene di fast food, o ai semplici e-commerce che di fatto hanno eliminato il ruolo dello shop assistant (o più semplicemente commesso).

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Robot Magazzinieri di Amazon

Tutte le industrie in generale stanno tagliando forza lavoro grazie alle macchine che gli permettono di automatizzare i processi produttivi, risparmiando sia tempo che enormi quantità di denaro, e mano a mano che il livello della robotizzazione salirà, di pari passo aumenteranno i disoccupati umani.

La domanda sorge spontanea: quali mestieri si salveranno, ammesso che il lavoro umano non sparisca del tutto dalla faccia della Terra?

La risposta più scontata è POCHI, ma in particolar modo i mestieri umani più a rischio sono quelli che richiedono minore creatività e, quindi, più facilmente programmabili.

Esempio pratico: vivo con un cane che perde una quantità abnorme di peli dentro casa, ma anziché dedicare ore preziose della mia settimana alle pulizie, far venire tutti i giorni la governante o arrendermi alla sporcizia, ho potuto semplicemente comprare un robot che pulisce i pavimenti (tra l’altro specializzato per i peli dei cani).

Questa macchina non deve fare altro che girare per la casa e raccogliere tutta la sporcizia che incontra: non servono fantasia, creatività o un particolare impegno intellettivo e, a livello di costi, acquistare questo robot è stato senza dubbio più economico che pagare una persona in carne e ossa per venire a casa mia ogni giorno solo per pulire il pavimento.

Di certo l’acquisto di questo robot e stato infinitamente più redditizio che sacrificare il mio tempo per una cosa che non mi fa impazzire di gioia come spazzare per terra!

Prima di comprare Roomba ammetto che a quel cane non gli volevo così tanto bene come gliene voglio oggi! Decisamente meglio così per tutta la famiglia, non trovi? 🙂

Lo stesso discorso, anche se ad un livello decisamente superiore, vale per la guida: ci sono molte più varianti da tenere sotto controllo, ma per quanto la gestione della strada possa essere complessa, segue uno schema logico ed è quindi programmabile.

Pensa ai treni e agli aerei che già adesso vengono guidati per lo più in modalità automatica, o addirittura in remoto.

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Un locale “senza camerieri” all’Aeroporto di Newark

L’estate dello scorso anno ho fatto scalo all’aeroporto di Newark, a New York, e sono stato attirato da un locale “senza camerieri“.

C’erano lunghe tavolate con tanto di sedie disposte in maniera ordinata e, circa ogni metro, sul piano d’appoggio c’era uno schermo touch che ti permetteva di sfogliare il menu, fare un ordine e pagare direttamente con la carta di credito.

Dopo qualche minuto l’unico cameriere/portantino del locale ti consegnava l’ordine senza proferire verbo e il gioco era fatto. Per modo di dire.

Sullo stesso schermo c’era la possibilità di fare dei giochi per passare il tempo e ci si poteva collegare a Facebook o controllare la propria posta: ammetto che vedere intorno a me intere famiglie che non si parlavano tra di loro, che non si guardavano in faccia o intorno, ma concentrate tutto il tempo unicamente su quei tablet, è stato abbastanza demoralizzante, se non inquietante.

Quando viaggi anche scambiare mezza parola con il cameriere ti fa sentire un po’ meno alienato, mentre un contesto di quel tipo faceva esattamente l’opposto.

Tuttavia, qualunque possa essere la tua opinione sulla cosa, la morale della favola è che il titolare di quel locale anziché pagare 5 o più camerieri ne aveva a stipendio solo 1, roba che a fine anno significa una differenza di guadagni mostruosa per l’attività.

E’ proprio per questo motivo che temo che sempre più bar e ristoranti prenderanno questa strada.

D’altro canto, quello del barman è uno di quei lavori in cui non è sufficiente versare una bibita in un bicchiere per essere sostituiti da una macchina.

Il barman innanzitutto è un intrattenitore.

Ogni commensale che si avvicina ad un bancone può (e deve) godere della presenza del barman che gli farà da Cicerone nella scelta del drink migliore, o semplicemente più adatto all’ospite di turno.

Come un cameriere che ti guida nella scelta di un percorso culinario, il barman indaga tra i tuoi gusti e i tuoi desideri, cerca di leggerti dentro per capire come soddisfarti e questo una macchina, per quanto elaborata, non lo può fare.

Volendo soprassedere a questo aspetto a mio avviso fondamentale e intrinseco dell’uscire per locali – della serie perché non starsene a casa se tanto negli stessi bar non ci sono persone, ma solo macchine che ti danno da bere -, entriamo più nel dettaglio tecnico.

In passato bere super alcolici significava farsi un Rum e Coca (Cola), un Vodka Lemon, un Gin Tonic, ma oggi la questione è molto più variegata.

Per preparare certi drink si utilizzano tecniche ultra sofisticate, dal throwing, allo swizzle, alla sferificazione, fino alle affumicature; l’acqua sciolta dal ghiaccio viene talvolta utilizzata per ammorbidire il drink, altre gettata prima del servizio per non annacquarlo; si inumidisce il bordo del bicchiere con scorze di agrumi e si rilasciano gli oli essenziali per esaltare gli aromi; si decora il cocktail realizzando delle vere e proprie composizioni artistiche.

Il barman non è più solo un barman, ma un vero e proprio bar manager che tra le tante mansioni deve creare, inventare, concepire il modo in cui il cliente dovrà interagire con le bevande per sorprenderlo e fidelizzarlo al proprio locale.

Ecco, se vivessimo in un mondo di Superalcolici & Soda probabilmente la carriera del 99% dei barman sarebbe più che a rischio, ma finché il livello resterà elevato come lo è oggi, sono certo che di umani dietro al bancone se ne vedranno ancora per un bel pezzo! 😀

A Las Vegas nel frattempo è nato Tipsy Robot Bar, il primo del suo genere negli Stati Uniti, dove a servire da bere sono due bracci meccanici.

A dire dal video, sembra che di strada da fare ce ne sia ancora parecchia in termini di velocità e tecnica per queste macchine, sempre facendo finta che la gente vada nei locali solo ed esclusivamente per dissetarsi.

Quello che viene da pensare è che al momento spendere circa 100.000 dollari per avere Tipsy nel proprio staff potrebbe non essere esattamente l’affare del secolo, ma in fondo i gusti sono gusti e non si sa mai cosa potrebbe piacere alla massa, la stessa che nei prossimi anni potrebbe perdere il lavoro proprio per via delle nuove tecnologie.

Magari i robot faranno da supporto al bartender per agevolarlo nel suo lavoro, ad esempio versando le basi alcoliche nello shaker, tagliando la frutta da decorazione o sostituendo le bottiglie terminate come il migliore dei barback, ma il giorno in cui una macchina potrà pareggiare l’arte, la capacità di interazione e la creatività di un mixologist, allora penso che l’uomo potrà andare definitivamente in pensione in ogni campo – e non solo in quello del bartending.

Il mio consiglio?

Portare avanti l’evoluzione nella mixologia, studiare e crescere in questo campo il più possibile così da rendere sempre più ardua la sfida che ci stanno facendo le macchine.

In poche parole, crescere e aiutare gli altri a crescere, sempre.

E tu cosa ne pensi del futuro che ci attende?

Veramente i robot ci spodesteranno dai banconi, o saremo ancora noi, i “barman poeti”, a regnare incontrastati?

Scrivimi la tua opinione nei commenti in fondo alla pagina!

 

Ilias Contreas

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