Ricette Cocktail

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Quante Ricette Cocktail esistono al Mondo?

 

Quante ricette cocktail esistono al Mondo?

Facile: INFINITE.

Ogni giorno, da qualche parte in giro per il mondo, c’è qualcuno che crea nuove ricette cocktail.

Anche in questo istante potrebbe esserci un bartender in procinto di miscelare distillati, liquori, coadiuvanti e correttori alla ricerca dell’equilibrio perfetto per un nuovo drink.

Tra appassionati e mixologist di professione, l’elenco delle nuove ricette cocktail che di anno in anno vengono realizzate si spreca.

La domanda sorge spontanea:

Come si fa a conoscere tutte le ricette cocktail che ci sono al mondo?

E la risposta, di conseguenza, viene ancora più spontanea: semplicemente non è possibile!

Per quanto tu possa essere aggiornato, studiare e avere una memoria da elefante, stare al passo con la creatività del mondo della mixology è un’impresa assolutamente irrealizzabile.

Una volta le cose erano un po’ più semplici.

Ovunque tu andassi a bere, le drink list erano praticamente tutte uguali.

Ogni locale non poteva non avere i classici Daiquiri, Mojito e Negroni nel proprio menu e la “sfida” era a chi faceva meglio (ed eventualmente ad un minor prezzo) le ricette cocktail che tutti conoscevano già.

Rispetto ad oggi la moda del bere miscelato, se così possiamo definirla, era molto meno in voga e di veri e propri cocktail bar se ne vedevano ben pochi.

Se negli Stati Uniti da decenni è normale bere cocktail anche nei ristoranti e a qualsiasi ora del giorno, in Italia per avere un drink che non fosse il semplice Crodino o Campari Soda dovevi andartelo a cercare con la lente di ingrandimento – e non sempre rimanevi soddisfatto.

Poi, un bel giorno, il mondo della mixology è letteralmente esploso cambiando usi e costumi delle nuove generazioni.

Con il passare degli anni la crescente competitività nei vari settori commerciali ha contagiato anche quello del Food & Beverage, portando all’attenzione dei consumatori la qualità dei prodotti alimentari e la “scienza artistica” con cui questi vengono preparati.

I Mass Media si accorgono presto della nuova opportunità e nascono così i vari Master Chef per il lato cibo e Mixologist per il lato cocktail, programmi televisivi che stanno rapidamente trasformando l’utente medio in un preparatissimo critico culinario.

Di tanto in tanto mi capita di sentire qualche barman lamentarsi del cliente tipo che si atteggia a fare il “saccentone” calcando un po’ troppo la mano, ma la verità è che questo è solo un sintomo di cui essere contenti, perché è proprio grazie a questa ondata di interesse verso i cocktail e le loro ricette che il lavoro è così tanto cresciuto nel settore della miscelazione.

Meglio essere pagati per avere un “rompiscatole” in più da servire al bar che starsene a guardare la tv a casa, non trovi? 🙂

Ecco che sempre più rapidamente negozi, mercerie, officine, laboratori e botteghe di ogni tipo vengono trasformati in locali dove la parola cocktail è un must.

E non semplici cocktail, ma ogni locale con la sua meticolosa e originalissima drink list!

Come si suol dire il classico non muore mai, ma spesso nello sfogliare il menu di questi nuovi locali ci si imbatte in Twist, ovvero delle rivisitazioni di quelle ricette cocktail che hanno fatto la storia passata e recente.

cocktail

Cocktail

Con il cibo e i ristoranti, se ci pensi, è successa la stessa cosa: ovunque tu vada non trovi il semplice piatto tipico, ma la variante di carbonare o amatriciana riviste dallo chef di turno.

Se fino a qualche anno fa i lounge-cocktail bar si contavano sulle dita di una mano anche nelle grandi città, adesso la concorrenza è talmente spietata da rendere vitale l’originalità e, per quanto possibile, la differenziazione.

E’ proprio per questo che, mentre anni fa era sufficiente conoscere i cocktail IBA (International Bartender Association), ovvero le cosiddette “ricette cocktail ufficiali”, oggi è diventato fondamentale andare oltre, molto oltre.

Capisco che se ti stai avvicinando al mondo dei cocktail e la tua intenzione è quella di diventare barman tutto questo possa sembrare follia, ma fidati se ti dico che c’è speranza! 🙂

Innanzitutto è importante che dedichi il giusto tempo alla formazione per capire come si strutturano le varie famiglie di cocktail.

Una volta che queste logiche ti saranno più chiare e conoscerai anche le tecniche di preparazione delle più importanti ricette di cocktail, allora potrai approfondire lo studio delle materie prime, ossia: distillati, liquori, succhi, sciroppi, bitter…

Ovviamente puoi scegliere la via dell’autodidatta, ma affidarti ad un centro di formazione ti aiuterà a districarti nella giungla dei cocktail risparmiando molto tempo prezioso.

Inoltre, durante un corso barman professionale, oltre alla teoria avrai modo di dedicarti alla pratica realizzando gli stessi cocktail studiati sui libri – e sì, potrai anche assaggiare i gustosi frutti del tuo lavoro -, andando a completare la tua preparazione nel tempo.

Ad esempio alla MIXOLOGY Academy ogni allievo ha la possibilità di portare avanti la propria formazione per 1 anno (e ben oltre) allenandosi e perfezionandosi grazie al supporto dei trainer e l’uso delle attrezzature di cui sono dotate le varie aule dell’Accademia, così da colmare il gap con i barman più esperti ed essere veramente pronto per entrare nel mondo del lavoro.

Qualunque sia la strada che intraprenderai, il tuo percorso di crescita non dovrà mai avere fine se vuoi davvero essere un bartender professionista.

Lo studio delle (vecchie e) nuove ricette cocktail è una pratica che ti accompagnerà per sempre, per cui armati di pazienza e… bevici sù! 🙂

Crescere e aiutare gli altri a crescere, sempre.

 

Ilias Contreas

PS Se vuoi conoscere le ricette cocktail più diffuse al mondo, consulta MixolopediA, l’enciclopedia gratuita sugli alcolici!

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