Lavorare in fabbrica fa schifo?

Lavorare in fabbrica fa schifo?

Pro e contro del lavoro in fabbrica

Non so se nella tua vita ti è già capitato di fare qualche lavoretto, magari di fare qualche cosa in estate, mentre studiavi oppure di lavorare tutto l’anno in maniera continuativa.

Ma una cosa è certa, lavorare in fabbrica fa schifo.

Facciamo una lista dei PRO e dei CONTRO, che ne dici?

Contro di lavorare in fabbrica

  1. è un lavoro logorante fisicamente (preparati a mal di schiena e altri problemi di salute)
  2. è noioso e ripetitivo: passi intere giornate a fare la stessa cosa
  3. sei obbligato a stare 8 ore rinchiuso dentro l’azienda senza poter ridere o scherzare con nessuno
  4. ci sono turni che iniziano alle 7 di mattina e altri che finiscono alle 8 di sera: quando arrivi a casa sei troppo stanco per pensare di fare qualsiasi cosa
  5. a meno che tu non ti specializzi è un lavoro che viene pagato poco

PRO di lavorare in fabbrica:

“ma come? nemmeno un pro?”

Beh no, per me non ne ha.

E sta proprio lì la chiave, in quel PER ME.

La verità è che qualsiasi lavoro tu faccia fa schifo, se non ti piace, o se non lo fai volentieri.

Hai presente quel detto

ama il tuo lavoro e non lavorerai neanche un giorno della tua vita“?

Beh credo non ci sia nulla di più vero.

Non ci sono lavori terribili e lavori fantastici, c’è il lavoro per te e poi ci sono tante scelte sbagliate, fatte perché magari avevi bisogno di iniziare a guadagnare dei soldini.

Il che è sacrosanto, non fraintendermi.

Il motivo per cui ti sto scrivendo è perché quello che dovresti capire è cosa ti piace e la risposta non può essere semplicemente “avere uno stipendio” o “non morire di fame”.

Perché ti assicuro che il lavoro sbagliato ti toglie la vita e non ti permetterà di ottenere la felicità, che ti meriti anche se lo stipendio è decente.

Prendiamo il lavoro da operaio ad esempio.

Nella mentalità di molti è un lavoro umile, faticoso ed estremamente noioso, insomma per molti lavorare in fabbrica fa schifo.

Questo può essere vero, ma in realtà tutto dipende dall’attitudine con cui fai le cose. Tutto dipende da te.

Facciamo finta che tu sia un appassionato di lego e mettiamo che tu venga assunto nell’azienda che produce proprio quei mattoncini colorati di varie forme e dimensioni.

Mettiamo che ti faccia impazzire vedere e addirittura fare parte del processo che porta alla loro produzione, non troveresti meno orribile lavorare in un’azienda del genere?

Ho un amico appassionato di aerei che lavora nell’azienda che testa i materiali con cui li costruiscono. Chiedimi quante volte l’ho sentito lamentarsi del suo lavoro e del fatto che fa schifo.

Nemmeno una.

Mentre chiedimi quante volte ho sentito lamentarsi altri che facevano lavori socialmente più riconosciuti.

INFINITE.

Dove voglio arrivare?

Voglio farti capire che non esistono lavori orribili o lavori fantastici. Esistono i tuoi gusti, le tue attitudini, le tue predisposizioni naturali e il tuo carattere.

Cosa non ti stancheresti mai di fare? Come sarebbe se per fare quella cosa addirittura ti PAGASSERO?

Dici non esiste al mondo che qualcuno ti paghi per divertirti.

Sai perché hai questa convinzione?

Per il semplice fatto che siamo abituati a pensare che lavorare – in generale – faccia schifo. Ci hanno detto così, tutti lo dicono, quindi dev’essere vero, giusto?

Quanti meme girano online su quanto è brutto iniziare la settimana, su quanto è orribile il lunedì? Io solo oggi ne ho visti 10 su Instagram.

meme lunedì mattina

La verità è che il lunedì non fa schifo e neanche il lavoro che fai è così male. Semplicemente non è il lavoro che fa per te.

Per capire qual è il lavoro giusto per te, devi semplicemente sederti e capire cosa ti piace, ma anche cosa NON ti piace fare.

Io da ragazzo ho fatto proprio così e oggi posso dire di essere felice delle mie scelte.

A 18 anni mi sono seduto e ho fatto due liste, una delle cose che mi piacciono e una di quelle che non mi piacciono e che mi avrebbe fatto odiare ogni maledetto lunedì.

Ho ritrovato quella lista e per questo sono qui a scriverti, perché voglio condividerla con te, sperando di ispirarti a farne una tutta tua e questo sia che tu abbia 18 anni o 40, non cambia assolutamente niente.

Le cose che mi piacevano a 18 anni (e che mi piacciono tuttora) sono:

  • Stare in mezzo alla gente
  • fare serata
  • bere cocktail
  • viaggiare
  • conoscere culture diverse
  • lavorare in squadra
  • ascoltare musica mentre lavoro

Le cose che detestavo all’epoca, così come ora, invece sono:

  • rinchiudermi in un ufficio per 8 ore al giorno
  • lavorare da solo
  • dover rimanere fisso in una città
  • non poter ridere e scherzare mentre lavoro
  • iniziare il turno alle 8 di mattina

Quando ho fatto questa lista non mi era chiaro se esistesse o no un lavoro del genere, ci è voluto un viaggio a Londra per farmi scoprire che esiste.

Parlo del lavoro da barman. E non sto dicendo che il lavoro da barman deve essere per forza il migliore al mondo anche per te, né che il lavoro in fabbrica deve necessariamente farti schifo.

Sto dicendo che per me è così e che ci sono buone possibilità che sia così anche per te, se hai aperto questo articolo.

Quello che voglio tu faccia è chiarirti le idee per poi intraprendere la strada giusta per te.

Come?

Seguendo questi passaggi:

  1. impara un mestiere che TI PIACE
  2. impegnati a fondo e diventa il più bravo della tua città (ma anche del tuo paese se ci riesci)
  3. in ogni esperienza lavorativa sii sempre gentile e con il sorriso, crea connessioni e un buon ambiente intorno a te
  4. sul lavoro dimostrati sempre proattivo e disponile
  5. lavora sodo per raggiungere i tuoi obiettivi e per crescere come professionista

E se, come nel mio caso, la strada giusta per te iniziasse proprio dietro a un bancone?

Lavorare come barman ha delle caratteristiche per te potrebbero essere favolose e che potrebbero portarti verso il tuo futuro, verso i tuoi obiettivi più grandi.

Vediamo insieme quali sono i pro del lavoro da Barman.

1) Il mondo della Mixology è di tendenza e se investi nella tua formazione, troverai lavoro MOLTO facilmente. Se poi diventerai il migliore, potrai andare in qualsiasi locale tu desideri e fare il tuo prezzo.

2) Puoi fare il barman in tutto il mondo. E non solo, le competenze che abbiamo noi italiani nella miscelazione sono tra le più riconosciute nel resto del mondo. Quindi non solo puoi scegliere un paese a caso e partire, ma sarai anche assunto immediatamente per il semplice fatto che vieni dall’Italia. (qui trovi la guida sul lavoro all’estero per barman)

3) Incontrare persone nuove tutti i giorni. Da dietro al bancone puoi parlare con i clienti, conoscerli, scherzarci e creare connessioni importanti

4) è il lavoro più dinamico del mondo. Se la noia del lavoro in fabbrica (o in ufficio) ti ha fatto rizzare i capelli, con il lavoro da barman non hai sicuramente questo problema. Dietro al bancone il divertimento è assicurato

5) Svilupperai le tue capacità relazionali. Se sei timido, ma vorresti diventare come quel tuo amico che anima le feste, il lavoro da barman fa proprio al caso tuo. Ti troverai a intrattenere i clienti con grande carisma e simpatia e diventerai anche meglio di quel tuo amico che fa amicizia con tutti

6) Se stai studiando il lavoro da barman è un’ottima soluzione per mantenere tempo libero per dedicarti ad altro e intanto incassare dei bei soldini che magari ti permettono di investire in altri progetti

7) Il lavoro da barman ti fa crescere come persona, dandoti la possibilità di imparare che cos’è il lavoro in team. Ogni membro della squadra ha compiti, punti di forza e punti deboli e stando a contatto con loro tutti i giorni imparerai cos’è la responsabilità, l’empatia e soprattutto costruirai rapporti indissolubili

8) Se ti appassiona la Mixology, dietro al bancone potrai sperimentare creando i tuoi cocktail, studiare i prodotti e un giorno realizzare i tuoi sogno. Magari creare la TUA drink list, diventare Bar Manager, Barman PR o aprire il TUO locale per farlo finire dentro la 50 best world bar

9) Ti pagano per divertirti e non solo il tuo datore di lavoro. Le mance che si prendono al bar spesso sono stellari, soprattutto se lavori in certi cocktail bar. Grazie alle mance non dovrai attendere il giorno di paga, ma incasserai denaro tutte le sere, mica male no?

10) Se come me, detesti alzarti all’alba, grazie al lavoro da barman potrai dormire fino a tardi al mattino

Non so come la vedi tu, ma per me queste sono cose che possono fare la differenza nella vita, che possono farti passare da una vita mediocre con un lavoro che detesti, a una vita scintillante con un lavoro che ti appassiona.

La scelta spetta solo a te.

E ora che ti sei fatto un’idea su come potrebbe essere la tua vita come barman, non ti resta che scoprire quali sono i percorsi di formazione della MIXOLOGY Academy, la prima accademia d’Europa certificata a livello internazionale per la progettazione e l’erogazione di corsi barman professionali.

Crescere e aiutare gli altri a crescere, sempre

Ilias Contreas


Perché se la stanno prendendo con i locali (e non solo)

Locali Chiusi

Perché se la stanno prendendo con i locali (e non solo)

 

Ciao, come stai?

La risposta che ricevo a questo tipo di domanda, più o meno da Marzo dello scorso anno è “Potrebbe andare meglio.” Ci fosse UNA persona con cui scambio quattro chiacchiere che mi dice qualcosa di diverso.

Alcuni sono parcheggiati in cassa integrazione, altri sono in cerca di lavoro in un contesto che sicuramente non aiuta né il nostro né tantissimi altri settori, mentre quelli che potremmo definire “i più fortunati” vanno avanti per la loro strada, ma magari hanno visto i propri obiettivi al ribasso a causa della situazione in cui tutti noi ci ritroviamo.

D’altronde stiamo affrontando un virus senza precedenti che ha scombussolato il nostro modo di vivere.

L’unica cosa che non mi torna – a me come probabilmente a tanti altri – è l’accanimento che la politica italiana sta mostrando verso il settore dei locali e della ristorazione in generale. Sì, perché qui non si sta condannando la pericolosità delle discoteche dove è obiettivamente difficile far mantenere il distanziamento raccomandato alle persone, ma di qualsiasi posto in cui si possa bere o mangiare “oltre le 18:00”, o addirittura a qualsiasi ora a seconda del colore della zona in cui ti ritrovi.

In pratica, in Italia, ci viene detto che andare al ristorante o al bar è “pericoloso”, mentre affollarsi al supermercato, nei centri commerciali o negli autobus a qualsiasi ora del giorno va più che bene. Lì il virus non si diffonde. Continua a leggere


Devo tutto ad un amico

Ilias e Simone

Devo tutto ad un amico

 

Ti ho mai raccontato che sono diventato barman grazie ad un amico?

L’idea di andare a Londra e intraprendere l’avventura che mi ha portato fino a oggi, non è mai stata mia, ma di una persona speciale che posso definire come un autentico sognatore.

Simone non è mai stato banale, né prevedibile, e mentre io frequentavo l’università come tanti ragazzi destinati a non ricavarci nulla di veramente utile per il loro futuro, lui si faceva trasportare dalla sua curiosità e studiava cose a cui non avrei mai neanche pensato.

E’ stato lui a farmi provare i primi cocktail nei pub che frequentavamo da ragazzi – che ai tempi facevano veramente pena, lo ammetto, ma non per colpa sua! -, ed è sempre lui che mi ha spinto a ricreare dal vivo le ricette che avevamo trovato su un mini libro dei cocktail della DeAgostini.

Ancora ricordo i festini che organizzavamo a casa mia quando i miei non c’erano, usando i nostri amici come vere e proprie cavie. E ricordo perfettamente il primissimo cocktail che ho provato a fare seguendo la nostra piccola “Bibbia”, l’Angel’s Delight. Continua a leggere


Che tu voglia diventare barman o altro nella vita, devi imparare ad auto-aiutarti

Diventare Barman

Diventare Barman

Che tu voglia diventare barman o altro nella vita, devi imparare ad auto-aiutarti

 

Non importa se la tua intenzione è di diventare barman o di fare qualsiasi altra cosa nella vita: in ogni caso, quello che devi assolutamente capire è che nessuno ti darà una mano se non cominci subito ad “auto-aiutarti”.

Lo ammetto, viviamo in tempi difficili, ma allo stesso tempo so che di crisi ce ne sono state tante prima del Covid, e altrettante ce ne saranno in futuro. Io e te abbiamo la fortuna di non aver mai vissuto ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, né di essere cresciuti in Iraq con le bombe sopra la testa, o in uno di quei paesi africani dove i giovani non sanno se avranno da mangiare per i successivi 3 giorni. Ecco, quelle credo che siano delle situazioni davvero drammatiche e vanno avanti “da sempre”, mentre tutto sommato a noi non è andata così male.

E’ normale dare per scontate le nostre abitudini e le nostre comodità, ma quello che è successo negli ultimi mesi è servito ad insegnarci che nulla è garantito.

Questa è una lezione di vita enorme che può portare le persone a fare 2 scelte da cui dipenderà il loro futuro: Continua a leggere


Brutte notizie dalla MIXOLOGY Academy nel 2019

MIXOLOGY Academy

Parte del team all’inaugurazione della sede MIXOLOGY Academy a Milano

Brutte notizie dalla MIXOLOGY Academy nel 2019

 

Ciao sono Ilias, fondatore di MIXOLOGY Academy, e quest’oggi ho il brutto compito di darti una notizia che non ti farà piacere.

Non so quanto sei aggiornato su ciò che facciamo in Accademia tra Roma e Milano, così come non so da quanto tempo ci stai seguendo, ma penso che sia palese quanto impegno io e i miei collaboratori mettiamo nel nostro lavoro.

Ogni mattina ci alziamo dal letto con l’idea precisa di aiutare le persone a farsi una carriera nel settore della Mixology e crescere sia professionalmente che come individui.

E’ per questo che da oltre 10 anni ogni nostro profitto è stato reinvestito per migliorare l’esperienza di persone come te che desiderano dare una svolta alla propria vita.

  • Mattone dopo mattone abbiamo creato la prima Accademia al mondo di settore con 5 aule distribuite su ben 600 metri quadri, in modo che ogni singolo ambiente abbia tutte le strumentazioni necessarie per svolgere UNO specifico tipo di corsi nel miglior modo possibile.
  • Abbiamo investito tantissimo per la formazione dei nostri stessi Trainer, definendo degli standard di crescita che devono seguire non solo all’inizio del loro percorso, ma tutto l’anno per essere sempre aggiornati ed anche un passo avanti al resto del mercato mondiale, se possibile.
  • Ci siamo occupati di migliorare la qualità della vita di tutto il nostro staff, dagli stessi Trainer fino al reparto di segreteria e Student Care, integrando le loro retribuzioni per premiare l’impegno e la passione che mettono nel seguire la nostra Missione: crescere e aiutare gli altri a crescere, sempre.
  • Per essere in regola con le centinaia di leggi italiane e regolamentazioni Asl abbiamo speso una caterba di soldi che altri semplicemente si tengono in tasca considerando tali spese “eccessive”, e questo per assicurarci che la sicurezza e la qualità della vita dei nostri allievi all’interno delle Accademie siano sempre tutelate.
  • Per essere sicuri di fare le cose nel modo giusto, ci siamo confrontati con i più elevati standard di qualità a livello internazionale, riuscendo con successo (da ormai più di 3 anni) a certificarci con la rigida ISO9001 (riconosciuta in tutto il mondo) e la ancor più complessa direttiva per ottenere l’Accreditamento Regionale italiano (valido in tutta Europa).
  • Abbiamo assunto sempre più persone per migliorare ogni aspetto del nostro lavoro e della vita degli allievi, creando ad esempio uno staff dedicato esclusivamente alla Bartender JOB, l’agenzia che ti aiuta GRATIS a trovare lavoro una volta che diventi nostro allievo. Ripeto, GRATIS, e ci tengo a sottolinearlo perché Bartender JOB non prende soldi nemmeno dai locali in cui ti manda a lavorare. E’ in tutto e per tutto No Profit e PRO-Allievi.
  • Di recente, abbiamo realizzato una seconda Accademia, di poco più grande di quella a Roma, nella moderna città di Milano, dando modo ai sempre più numerosi studenti provenienti dal nord Italia di poter usufruire dei nostri corsi professionali con maggiore facilità.

Dopo tanto lavoro e tanti investimenti i risultati parlano abbastanza chiaro:

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Come avere il successo della Marvel (facendo il Barman)

Marvel Cinematic Universe

Come avere il successo della Marvel (facendo il Barman)

Come avere il successo della Marvel (facendo il Barman)

 

Hai già visto su Youtube il nuovo trailer di Avengers: Endgame?

Sono sicuro di sì perché i numeri parlano chiaro: in 24 ore dall’uscita del video ci sono state 290 milioni di visualizzazioni. Fa impressione solo a leggerla una cifra simile! Un record incredibile, che ha spazzato via ogni precedente primato legato ad un film e in generale un numero clamoroso per Youtube. Altro che streamer,  youtuber e Ferragnez!

Vuoi sapere un altro numero pazzesco?

L’ultimo fim degli Avengers ha guadagnato oltre 2 miliardi di dollari e i film dell’Universo Marvel hanno superato i 17 miliardi totali. Con quella cifra si potrebbero comprare 85mila Ferrari o 3400 ville di lusso alle Hawaii…

… Ma qual è il segreto dei film della Marvel?

Perché piacciono così tanto e come fanno a guadagnare cifre che noi umani non riusciamo nemmeno a pronunciare?

E soprattutto, cosa c’entra la Marvel col diventare barman di successo?!? Continua a leggere


C’era una volta il Metodo Classico

metodo classico

Metodo Classico

Metodo Classico

C’era una volta il “Metodo Classico”

 

Tanto tanto tempo fa l’uomo ha imparato a “mischiare” gli alcolici con altri ingredienti dando vita ai primi rudimentali cocktail, finché un giorno qualcuno che era evidentemente più illuminato degli altri ha creato il “Metodo Classico”.

Lo scopo del Metodo Classico era quello di standardizzare la miscelazione tramite regole e soprattutto ricette che avessero un eco internazionale: l’idea era quella che le persone potessero bere lo stesso cocktail Manhattan/Alexander/Negroni e via dicendo a New York così come a Londra, a Parigi e ovviamente anche a Roma.

A seguito di una competizione di cocktail tenutasi nel Febbraio del 1951 in Inghilterra nasceva l’International Bartender Association (comunemente nota come IBA), per l’appunto un’associazione che riuniva enti provenienti da ogni angolo del mondo tra cui l’italianissima Aibes (Associazione Italiana Barman e Sostenitori).

Il ruolo di queste associazioni ai tempi è stato fondamentale, tant’è che ancora oggi molti dei cocktail che erano stati “ufficializzati” allora sono ancora tra i più apprezzati dietro e davanti ai banconi bar.

Da un punto di vista pratico il Metodo Classico si basa sul concetto di parti e proporzioni: ogni ingrediente di un cocktail infatti corrisponde ad una o più parti al fine di ottenere un certo equilibrio nel drink miscelato.

Per fare un esempio estremamente semplice, il cocktail Negroni prevede 3 parti esattamente identiche tra di loro e, nello specifico: Continua a leggere


Diventare Barman a 30 o 40 anni: si può fare?

diventare barman a 30 anni 40 anni

Diventare Barman a 30 anni o 40 anni

Diventare Barman a 30 anni o a 40 anni

Si può fare?

 

Diciamoci la verità: in Italia negli ultimi anni le cose non sono andate benissimo.

Accendere il notiziario alla tv, leggere di sfuggita un giornale o scorrere la bacheca su Facebook, una volta sì e l’altra pure ci porta all’attenzione catastrofi degne delle più drammatiche tragedie greche: la crisi che non sembra volersene andare – come se fosse LEI a decidere quando smettere di creare problemi e non una conseguenza delle decisioni prese da quelli che comandano -, i giovani che non trovano lavoro, gli adulti che vengono licenziati in tronco, le tasse che aumentano, lo stato che non ha i fondi per pagare le pensioni… Insomma, sembra tutto un gran casino!

Il più delle volte si passa avanti facendo finta che non stia succedendo nulla di grave, ma a lungo andare tutte questa negatività finisce con l’influenzarci, portandoci a credere che il futuro non sarà così roseo come lo avremmo voluto.

Altri, invece di attendere passivamente le conseguenze di ciò che potrebbe succedere, guardano in faccia alla realtà e cominciano ad organizzarsi per garantirsi un cammino più sereno, o quanto meno più gratificante.

Un esempio abbastanza drastico è quello di Pablo Giancristiano che, dopo tanti anni nel mondo della moda, alla luce della contrazione di mercato di quel settore in Italia ha deciso di cambiare vita e di diventare barman a 40 anni.

Così Pablo si è formato professionalmente alla MIXOLOGY Academy ed è partito all’avventura all’estero, riuscendo ad aprire un locale a Ibiza che oggi gli permette di vivere col sorriso insieme alla sua famiglia.

Diventare barman a 30 anni o diventare barman a 40 anni tuttavia non significa necessariamente fare le valigie per lasciare la propria casa. Continua a leggere


10 Cose da Evitare con un Barman

barman arrabbiato

10 Cose da Evitare con un Barman

10 Cose da Evitare con un Barman

(Se non vuoi restare all’asciutto)

 

Ogni volta che esci la sera per bere un buon cocktail, inevitabilmente incappi nel barman di turno pronto a servirti le sue miscele magiche.

Il più delle volte vieni accolto da sorrisi e battute divertenti, ma ci sono dei giorni in cui la tua sola presenza sembra infastidire terribilmente il non più tanto amichevole barman di quartiere…

Il barman, così come qualsiasi altro professionista nel proprio settore, per quanto possa sembrare “figo” e al di sopra di ogni problema è pur sempre un essere umano, e ci sono alcune cose in grado di mandarlo su tutte le furie che faresti meglio ad evitare, a meno che tu quella sera non debba fare l’autista sobrio della comitiva e restare all’asciutto di alcolici.

Vediamo le 10 cose più importanti che NON devi assolutamente fare con un barman o una barlady, pena la più analcolica delle punizioni – se ti va bene…

 

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Lavoro Call Center VS Lavoro Barman

Lavoro Call Center

Lavoro Call Center Vs Lavoro Barman

Lavoro Call Center VS Lavoro Barman

Vuoi davvero passare gli anni migliori della tua vita a Lavorare in un Call Center?

 

Hai passato la vita a studiare, preparandoti per quel fatidico giorno in cui saresti dovuto entrare nel mondo dei grandi e farcela da solo (o da sola), finalmente.

Niente più esami, niente più libri formato mattone da ingurgitare per una lode – o forse per una sufficienza -, niente più ordini da mamma e papà che ti dicono quando, come e dove fare cosa.

Quel giorno tanto ambito in cui avresti iniziato a costruire il TUO futuro con le TUE mani, dovrebbe essere arrivato, eppure qualcosa non va.

Ti avevano detto che dovevi prendere la laurea perché altrimenti in questo mondo non saresti stato nessuno, così ti sei dato da fare, anche se non ne eri del tutto convinto, e la laurea l’hai presa per davvero, libro dopo libro (mattone dopo mattone), esame dopo esame.

Hai fatto tutto quello che ti avevano chiesto, più che suggerito, eppure anche ora che “sei qualcuno” la vita non sembra esattamente come te l’avevano dipinta.

Sei diventato medico/avvocato/ingegnere/architetto/dottore in letteratura e hai un pezzo di carta grosso come un quadro appeso sul muro del corridoio di casa, così che i tuoi possano mostrarlo con orgoglio ai loro amici, ma quando sei andato a cercare lavoro come professionista le cose non sono andate come speravi.

Ti sei sentito dire che non c’è posto per te e che per aspirare ad un’assunzione di qualche tipo devi prima fare esperienza.

Ovviamente l’esperienza non ti danno modo di farla nemmeno gratis, altrimenti poi non avrebbero più scuse per NON darti il posto di lavoro che senti di esserti meritato dopo una vita di sacrifici.

Così ti sei messo a cercare un’alternativa che ti permettesse di iniziare a guadagnare qualche soldino, un’occupazione temporanea con cui traccheggiare in attesa dell’occasione giusta, e un giorno sei incappato in QUELL’ANNUNCIO:

LAVORO CALL CENTER.

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