La moda degli Speakeasy Bar

Speakeasy bar

Speakeasy bar

La moda degli Speakeasy Bar

 

Quante volte ti è capitato di sentir parlare degli Speakeasy bar, meglio noti come “Speakeasy“?

Lo Speakeasy è un locale nascosto, un vero e proprio secret bar che ricalca uno dei più grandi tormentoni del Proibizionismo americano.

Era il 1920 quanto una legge di fatto ha vietato il commercio e il consumo di alcol in tutti gli Stati Uniti d’America: immagina che trauma per milioni di persone!

In molti ai tempi si sono rifiutati di accettare quello che è passato alla storia come il XVIII emendamento, trovando delle soluzioni alternative (ed ovviamente illegali) per continuare a bere come se non ci fosse un domani.

Se alcuni si sono accontentati di mascherare distillati e liquori mischiandoli con delle bevande non alcoliche, come suggerisce la leggenda (la cui veridicità è tutta da verificare) del Long Island Ice Tea – un cocktail che all’apparenza è un semplicissimo tè freddo, salvo avere all’interno Vodka, Rum Bianco, Gin, Tequila tra i vari ingredienti – altri si sono spinti parecchio più in là.

Nascono così gli Speakeasy, dei bar che si nascondevano dietro agli ingressi più improbabili: macellerie, mercerie, drogherie, barberie, case private… Qualunque posto apparentemente normale poteva celare un passaggio segreto verso un mondo fatto di alcol, musica dal vivo e donne di facili costumi!

Se non riesci ad immaginarti un posto del genere, allora dai un’occhiata a questo spezzone del film “Il Grande Gatsby” con Leonardo Di Caprio. Read More


Bar Manager: Cosa fa esattamente?

Bar Manager

Nella foto Mario Calderone, Bar Manager internazionale

Bar Manager: Cosa fa esattamente?

 

Se all’estero da anni quella del Bar Manager è una figura affermatissima, in Italia lo sta diventando sempre di più.

Ma cosa fa esattamente il Bar Manager?

Per cominciare, partiamo da questo presupposto. Ogni organizzazione per potersi definire tale ha bisogno di 2 cose:

  • dei ruoli con dei compiti precisi;
  • delle persone pronte a svolgerli rispettando una serie di regole.

Quando andavi a scuola c’erano il Preside, il Vice-Preside e tutta una serie di figure fino ai vari insegnanti suddivisi per materia.

Potrà sembrare banale, ma se il tuo professore di matematica a proprio piacimento si fosse messo ad insegnare Latino o Storia dell’Arte, forse non avresti imparato nemmeno le poche cose che ancora ricordi di quel periodo della tua vita.

Lo stesso meccanismo funziona nelle organizzazioni aziendali tra cui rientrano anche i bar e i locali.

Quando sono stato preso a lavorare come barman a Londra, la prima cosa che ha fatto la responsabile del personale che mi aveva assunto è stata darmi un manuale con TUTTE le regole che avrei dovuto studiare per far parte del team – e non essere cacciato all’istante!

Forse non ci crederai, ma ho dovuto leggere poco meno di 50 pagine – ENORMI e scritte a caratteri piccoli piccoli – di standard operativi per ogni ruolo dell’organigramma, oltre alle varie regole di igiene personale, modi di trattare con la clientela e i miei colleghi, ecc., ecc…

Sì, sono d’accordo con quello che stai pensando: una noia mortale!

Tom Cruise bartender

Tom Cruise nel film “Cocktail” mentre studia per un esame universitario dopo un turno al bancone

Eppure, nel momento in cui ho iniziato a vivere di persona certe situazioni e a vedere che quelle regole venivano davvero seguite dai miei compagni al lavoro, non ho potuto fare a meno di assecondarle anche io.

All’inizio volevo solo evitare di creare problemi facendo arrabbiare qualcuno, ma poi mi sono reso conto che grazie a quelle regole remavamo tutti nella stessa direzione e si evitavano tantissimi problemi che sarebbero stati inevitabili se ognuno avesse fatto come gli pareva.

Nel tempo, quando io stesso sono diventato Bar Manager del mio primo locale, ho dovuto stabilire delle regole che io e i miei soci/colleghi avremmo dovuto seguire per lo stesso motivo:

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Borsa di Studio per Giovani

Borsa di Studio

Borsa di Studio

Borsa di Studio per Giovani

Quella strana cosa chiamata opportunità

 

Quando andavo alle scuole superiori ero il tipico secchione della classe.

I miei compagni mi chiamavano “macchinetta” perché qualunque fosse la materia da studiare, imparavo tutto quello che c’era da sapere in maniera fotografica e la ripetevo a pappagallo durante le interrogazioni.

Non ti ricordavi una formula, la data di una guerra, il nome di un personaggio storico o il passaggio di una poesia?

Niente paura, bastava chiedere a me: avevo sempre la risposta pronta e non sbagliavo mai!

Arrivata l’estate, come ogni anno, trascorrevo le mie vacanze in una qualche scuola all’estero per studiare l’inglese.

Sarei potuto andare al mare a divertirmi ma… Sì, lo ammetto: ero proprio un secchione!

Ovviamente avevo la fortuna di essere finanziato dal babbo che sapeva quanto lo studio e le esperienze lontano da casa fossero formative sotto tanti punti di vista.

Avevo già frequentato le aule di vari istituti ad Oxford e York in Inghilterra, ma quell’estate sarei andato niente meno che negli Stati Uniti d’America..!

Dire che ero eccitatissimo al solo pensiero di partire non renderebbe l’idea.

Sin da quando ero un bambino sognavo di scalare gli immensi grattacieli di città come New York e adesso stavo per andarci davvero, per altro senza genitori al seguito, ma in totale autonomia nonostante all’epoca avessi solo 15 anni.

Mi era già capitato di prendere l’aereo da solo, ma attraversare l’oceano per 10 ore a quell’età era tanta roba: mi sentivo già adulto!

Una volta atterrato all’aeroporto ho trovato uno degli insegnanti con cui avrei condiviso l’estate ad attendermi. Read More


Il sogno di ogni Barman: Aprire un Locale

aprire un locale

Aprire un Locale

Aprire un Locale

Il sogno di ogni Barman

 

Quante volte hai pensato di aprire un locale tutto tuo? Di gestirlo come vuoi tu? Di invitarci chi vuoi tu?

VOGLIO AIUTARTI A TRASFORMARE QUESTO SOGNO IN REALTÀ

 

Quando stavo aprendo il mio primo bar ero felicissimo. Sentivo che stavo facendo la cosa giusta per incanalare finalmente la mia vita sui binari che mi avrebbero portato alla realizzazione personale e alla felicità.

Tutto era perfetto. Stavo finalmente facendo, una dopo l’altra, tutte quelle scelte che mi avrebbero cambiato la vita in meglio, per sempre.

Stavo per finire il percorso di psicologia che avevo iniziato all’università a 19 anni, ma sentivo il bisogno urgente di dare una svolta alla mia vita. Per pagarmi gli studi erano già un paio di anni che lavoravo come barman nei locali notturni romani. L’opportunità di aprire una mia attività mi era passata davanti e non volevo farmela sfuggire.

Ogni minuto che passava ero sempre più contento. Stavo lasciando il mondo degli studi e del lavoro dipendente per entrare nel magico mondo in cui nessuno mi avrebbe più detto cosa dovevo fare.

Di lì a poco sarei stato indipendente a tutti gli effetti. Di lì a poco avrei avuto un posto tutto mio dove avrei guadagnato divertendomi secondo le mie regole.

Il lavoro una festa e le feste un lavoro. Il sogno era definitivamente realtà.

Stavo per aprire la serranda del mio locale per la prima volta, con la certezza che la mia vita non sarebbe stata più la stessa.

Ho girato la chiave, ho stretto con forza la maniglia e ho spalancato la porta dei miei sogni.

Forse il sogno che avevo da ragazzo è molto simile al tuo. Hai investito molto nella tua formazione per diventare un bartender di successo e, se ami essere l’anima della festa facendo passare serate indimenticabili alle persone che si trovano davanti al tuo bancone, molto facilmente hai anche tu il sogno di aprirti un giorno un locale tutto tuo.

Certo, per poterti veramente aprire un locale tutto tuo, devi essere ambizioso e non puoi pensare che le cose capiteranno da sé: devi metterci impegno e lavorare duro sulla tua preparazione prima come barman, poi come bar manager. Ma il lavoro duro paga e, se ci metti il giusto impegno, le soddisfazioni che ti toglierai saranno tantissime. Aprirsi una propria attività è forse il modo migliore per dimostrare a tutti il proprio valore.

Per me, quando ho iniziato, tutto era bellissimo e mi sono divertito come un pazzo nei primi mesi. Era veramente un sogno fatto realtà.

Ma non è sempre tutt’oro quel che luccica.

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C’era una volta il Metodo Classico

metodo classico

Metodo Classico

Metodo Classico

C’era una volta il “Metodo Classico”

 

Tanto tanto tempo fa l’uomo ha imparato a “mischiare” gli alcolici con altri ingredienti dando vita ai primi rudimentali cocktail, finché un giorno qualcuno che era evidentemente più illuminato degli altri ha creato il “Metodo Classico”.

Lo scopo del Metodo Classico era quello di standardizzare la miscelazione tramite regole e sopratutto ricette che avessero un eco internazionale: l’idea era quella che le persone potessero bere lo stesso cocktail Manhattan/Alexander/Negroni e via dicendo a New York così come a Londra, a Parigi e ovviamente anche a Roma.

A seguito di una competizione di cocktail tenutasi nel Febbraio del 1951 in Inghilterra nasceva l’International Bartender Association (comunemente nota come IBA), per l’appunto un’associazione che riuniva enti provenienti da ogni angolo del mondo tra cui l’italianissima Aibes (Associazione Italiana Barman e Sostenitori).

Il ruolo di queste associazioni ai tempi è stato fondamentale, tant’è che ancora oggi molti dei cocktail che erano stati “ufficializzati” allora sono ancora tra i più apprezzati dietro e davanti ai banconi bar.

Da un punto di vista pratico il Metodo Classico si basa sul concetto di parti e proporzioni: ogni ingrediente di un cocktail infatti corrisponde ad una o più parti al fine di ottenere un certo equilibrio nel drink miscelato.

Per fare un esempio estremamente semplice, il cocktail Negroni prevede 3 parti esattamente identiche tra di loro e, nello specifico: Read More


Rimedi Post Sbornia: i Migliori 9

rimedi post sbornia

Rimedi Post Sbornia

Rimedi Post Sbornia: i Migliori 9

 

Di questi tempi sempre più persone hanno un grosso, enorme problema da risolvere. Ad alcuni l’inconvenienza capita solo in occasioni speciali come la notte di Capodanno,  ad altri invece (quasi) tutti i fine settimana. Sì, sto parlando proprio di quel senso di devastazione che ti affligge dallo stomaco al cervello dopo aver alzato troppo il gomito, il fatidico post sbornia!

Se ubriacarsi meriterebbe di essere etichettato come l’8° peccato capitale, il post sbornia è di certo la più severa delle punizioni per aver oltrepassato il limite. Ogni volta dici a te stesso che sarà l’ultima, eppure hai perso il conto delle nottate in cui ti sei ritrovato a dormire abbracciato al water.

E’ ora di smettere di mentire a te stesso e di cominciare a fare qualcosa per liberarti dal terrore del dopo sbornia!

Sappiamo entrambi che non diventerai mai astemio, quindi non ti dirò di smettere di bere come farebbero mamma e papà. Piuttosto ti svelerò i segreti per  far passare il post sbornia maturati dopo decenni di bevute di altissimo livello, o in alternativa come evitare di averne uno… Sono 9 semplici metodi, ma se imparerai a farne uso i miglioramenti per la tua vita saranno epocali! Read More


Sono meglio di Babbo Natale

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Sono meglio di Babbo Natale

Sono meglio di Babbo Natale

 

Ho Ho Ho! Buon Natale!

Questo è quello che ti direi se fossi grasso, anzianotto e vestito di un rosso che più fiammante non si può.

Ma io non sono Babbo Natale. Quest’anno sono almeno 3 volte meglio di Babbo Natale!

A quanti anni hai scoperto che il nonnino cavalca-renne non esisteva rovinandoti quella che fino a quel momento era stata la festa più bella dell’anno?

Bene, nei prossimi giorni io ti farò tornare a credere nello spirito del Natale, neanche avessi 5 anni e portassi ancora il pannolone.

Non mi credi?

Allora continua a leggere e poi ne riparliamo alla fine dell’articolo, ma presta bene attenzione perché le cose che ti sto per dire qui capitano “una volta ogni morto di Papa”, come si dice dalle mie parti. Read More


Apertura Starbucks a Milano e Roma: il sogno di Howard Schultz si avvera!

starbucks italia

Apertura Starbucks in Italia

Apertura Starbucks Milano e Roma

Il sogno di Howard Schultz si avvera!

 

Ci sono voluti non 1, non 5, ma ben 34 anni perché Howard Schultz trovasse il coraggio di estendere il suo franchising al 75° Paese nel mondo, l’Italia, aprendo i primi punti Starbucks Milano e Starbucks Roma.

Il CEO e fondatore della catena da 24.000 caffetterie ha sempre pensato che gli italiani non avrebbero reagito bene a tazze di plastica da consumare mentre si cammina o ci si sposta con i mezzi, ma ora sembra che i tempi siano finalmente maturi.

Il mondo continua ad andare avanti nel suo processo di globalizzazione e, se fino a qualche anno fa si poteva credere che il nostro mercato avrebbe snobbato la Multinazionale straniera che viene a fare il caffè in Italia, oggi sono tanti i fattori che fanno pensare diversamente. Read More


Diventare Barman a 30 o 40 anni: si può fare?

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Diventare Barman a 30 anni o 40 anni

Diventare Barman a 30 anni o a 40 anni

Si può fare?

 

Diciamoci la verità: in Italia negli ultimi anni le cose non sono andate benissimo.

Accendere il notiziario alla tv, leggere di sfuggita un giornale o scorrere la bacheca su Facebook, una volta sì e l’altra pure ci porta all’attenzione catastrofi degne delle più drammatiche tragedie greche: la crisi che non sembra volersene andare – come se fosse LEI a decidere quando smettere di creare problemi e non una conseguenza delle decisioni prese da quelli che comandano -, i giovani che non trovano lavoro, gli adulti che vengono licenziati in tronco, le tasse che aumentano, lo stato che non ha i fondi per pagare le pensioni… Insomma, sembra tutto un gran casino!

Il più delle volte si passa avanti facendo finta che non stia succedendo nulla di grave, ma a lungo andare tutte questa negatività finisce con l’influenzarci, portandoci a credere che il futuro non sarà così roseo come lo avremmo voluto.

Altri, invece di attendere passivamente le conseguenze di ciò che potrebbe succedere, guardano in faccia alla realtà e cominciano ad organizzarsi per garantirsi un cammino più sereno, o quanto meno più gratificante.

Un esempio abbastanza drastico è quello di Pablo Giancristiano che, dopo tanti anni nel mondo della moda, alla luce della contrazione di mercato di quel settore in Italia ha deciso di cambiare vita e di diventare barman a 40 anni.

Così Pablo si è formato professionalmente alla MIXOLOGY Academy ed è partito all’avventura all’estero, riuscendo ad aprire un locale a Ibiza che oggi gli permette di vivere col sorriso insieme alla sua famiglia.

Diventare barman a 30 anni o diventare barman a 40 anni tuttavia non significa necessariamente fare le valigie per lasciare la propria casa. Read More


MIXOLOGY Academy: La Fabbrica dei Sogni Realizzati

mixology academy

MIXOLOGY Academy

MIXOLOGY Academy

La Fabbrica dei sogni realizzati

 

Quando frequentavo ancora il Liceo ero un ragazzo come tanti che non aveva la più pallida idea di chi volesse diventare da grande.

Sognavo di fare lo scrittore e di vivere viaggiando, mentre lavoravo ai miei libri da un tavolino vista mare di volta in volta in un paradiso diverso – rigorosamente in calzoncini corti, sia chiaro -, ma ero cosciente che scrivere poteva non essere un mezzo di sostentamento sufficiente né per un viaggio perpetuo intorno al mondo, né per evitare la fame.

Le nostre generazioni, in particolar modo in Italia, sono state abituate a credere che il successo sia una questione di fortuna e che questa fortuna ricada solo su poche, pochissime teste.

Puoi essere bravo quanto vuoi, ma questo non significa che tu debba o possa riuscire in un obiettivo.

Anche io, così come milioni di altri giovani italiani dal nord al sud, mi sono arreso a questa triste consapevolezza.

Così ho cercato di ragionare e capire cosa avrei potuto fare per “campare”, con l’idea di scrivere libri nel tempo libero e provare comunque a realizzare il mio sogno pur non puntandoci tutto il mio futuro. Read More